Puntuale, come ogni anno, arriva il momento clou dell’estate per la nostra provincia. Inizio di luglio, quindi Mastelliedi, quindi Quattro Notti & Contorno, giusto un mesetto prima delle Olimpiadi per evitare sovrapposizioni. Di questi tempi tutto fa brodo, quindi poche critiche (anzi nessuna…) e vediamo di scrivere due righe.
Ieri sera (martedì) ha inaugurato, a Piazza Castello, Antonello Venditti. Per chi non lo conoscesse, si tratta di quel cantautore romano ormai avanti negli anni, che verso la metà dei settanta dello scorso secolo cantava al Folk Studio assieme a suoi coetanei ora più o meno famosi (De Gregori in primis): mi ricordo che era piuttosto incazzato all’epoca. Poi l’ho un pò perso di vista, ma mi dicono che ancora fa dischi di un certo successo quindi ho deciso di andare a sentire come se la passa, ricordando con piacere il concerto dei Modena City dell’anno scorso.
Piazza piena, molti giovani, qualche collega attempato, palco grande e molto pacchiano, visuale scarsa perchè erano necessari almeno altri 10 cm d’altezza che non ho, e avevo scordato di indossare il mocassino berlusca che in questi casi serve. Inizio alle 23 meno cinque, quindi in perfetto orario. Parte Dalla pelle al cuore, ultimo hit, con una band solida ma con un suono piuttosto impastato che continuerà ad essere mediocre per tutto il concerto. La voce è molto filtrata, forse per coprire gli acciacchi dell’età e, comunque, con i coretti intorno dei fan più viscerali non è che si apprezzi molto. Si parte benino: Sara e Notte prima degli esami fanno il loro dovere e si preannuncia una bella serata. Ma l’illusione dura poco: molti pezzi recenti, alcuni dall’ultimo album, dove si nota uno scadimento qualitativo imbarazzante nell’ispirazione del Nostro. Qualche classico, come Roma Capoccia, rielaborato maluccio ed arrangiamenti molto pop che inducono al sonno profondo.
Insomma una noia mortale, con solo qualche assolo di sax a movimentare la scena. Probabilmente è colpa mia, che non amo molto la svolta sentimental/popolare di Antonello, compresi alcuni pezzi tipo Ci vorrebbe un amico che è una canzonetta sputata. Mi sveglio ad Amici mai, più che altro perchè mi piace il testo. Comunque dopo un’oretta buona di sbadigli ci si avvia alla fine, ed un vecchietto come me si aspetterebbe non dico Lilli, ma almeno Compagno di Scuola. Macchè. Devo aspettare il bis per Ricordati di me, finalmente una bella canzone: peccato sia l’ultima. In compenso si va a casa pensando se è poi vero che non c’è sesso senza amore, considerato che sicuramente a volte c’è amore anche senza sesso. Saluti e baci, e comunque sempre meglio che davanti alla TV.
Per il seguito, con una scelta davvero lungimirante, abbiamo venerdì a Piazza Vari la PFM (alle 22.00) in quasi contemporanea con gli Almamegretta a Piazza Castello (alle 23.00). Sabato, invece, per chi avesse problemi col prato, segnalo Gianluca Grignani. E Domenica si chiude in bellezza com Max Gazzè, che ho molto apprezzato nel suo ultimo album: per inciso contiene una delle poche cose notevoli presentate a Sanremo in tutta la storia del Festival. Ho anche intravisto che a fine Luglio c’è un Jazz Festival con alcuni nomi noti. Tutto sommato poteva andare peggio…..
Felipe
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