Ott 02

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ALBERTO CASTELLI

a cura di Lorenzo Canova

inaugurazione sabato 4 ottobre 2008 - ore 19,00

dal 4 ottobre al 24 gennaio 2009

testo in catalogo: Lorenzo Canova

catalogo edizione: GiaMaArt studio

Direzione: Gianfranco Matarazzo

in occasione della Quarta Giornata del Contemporaneo promossa dall’AMACI (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani)

Nella sua nuova personale presso la galleria GiaMaArt Studio, Alberto Castelli presenta una selezione di quadri degli ultimi anni dove la figura femminile diviene il tramite per una ricerca approfondita sulle ragioni e sulle radici storiche della pittura contemporanea. La volontà di Castelli è quella di mostrare i legami della sua opera con una tradizione pittorica che va dal Seicento all’Ottocento, una matrice colta che oltrepassa le contingenze spesso effimere dell’attualità rielaborata però fecondamente con uno sguardo vitale e costruttivo che entra con decisione all’interno dei dibattiti e dei linguaggi della contemporaneità. Questa indagine sugli stili e le visioni formali di diverse epoche, che lega i fasti di una pittorica età dell’oro alle presenze iconiche del nostro presente, fonda dunque le evocazioni di diverse immagini femminili che richiamano ritratti borghesi e nobiliari o icone cinematografiche di donne “fatali”, la quotidianità del privato alla sensualità di un erotismo sussurrato e incombente, in una misteriosa quadreria di volti, vestimenti e corpi rivelati paradossalmente attraverso il mistero costantemente rinnovato della pittura.

Lug 24

Folk

Lug 16

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Doppio appuntamento per la seconda edizione dell’unico Festival del Sud Italia dedicato alla psichedelia heavy, al doom e al fuzz rock. Il meglio dell’underground italiano il 25 e 26 luglio a Benevento.

Dopo i consensi ottenuti nel dicembre 2007 alla sua prima edizione, torna lo SWEET LEAF MUSIC FEST. Un appuntamento unico ed impedibile per chi si ciba di sonorità possenti e dilatate, desertiche ed oscure. Per questo secondo appuntamento, lo staff del Festival ha fatto le cose in grande. Nonostante alcune difficoltà incontrate durante l’organizzazione (ostacoli politici superati con forza e coerenza, defezioni dell’ultimo momento, scorrette quanto inutili ‘competizioni’), lo Sweet Leaf persegue ostinato il proprio obiettivo: far crescere e cementare dal basso l’amore e la passione per generi come lo stoner rock, la psichedelia e il doom metal. Un concerto e al tempo stesso una festa, realizzata in collaborazione con il portale Perkele.it e sostenuta da importanti realtà locali quali Radio Città e Rock City Nights.

Per questa seconda edizione, cambia la location: non più Vitulano, bensì BENEVENTO, grazie al prezioso supporto del Centro Sociale Depistaggio. E cambia anche l’impatto: due giorni di grande musica con ben 12 gruppi ad esibirsi on stage. Si parte alla grande venerdì 25 con i TOM BOSLEY di Avellino ed il loro muro sonoro che mischia fuzz rock, garage e psichedelia pesante. A seguire una promessa del panorama stoner doom nostrano: da Frosinone i granitici GODWATT REDEMPTION, pronti a presentare il materiale del disco d’esordio. Il Sannio è rappresentato dai TEVERTS, band giovane e agguerrita che propone uno stoner rock dinamico e melodico. Da Venezia arrivano invece gli UNDERDOGS. Usciti nel 2007 su Go Down Records con il debutto Ready to Burn, picchiano duro con il loro heavy stoner acido e fumoso. Gran finale con il ritorno degli headliners della prima edizione dello Sweet Leaf, i romani BLACK RAINBOWS. Forti della fresca partecipazione al Festival tedesco Stoned From the Underground, assicurano un live show coinvolgente ed esplosivo.

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Lug 12

image Per una Forneria fare il pane è la missione, se poi è Premiata ancora meglio. Così ieri sera la PFM ha letteralmente "sfornato" una performance d’altri tempi in un contesto non proprio ideale. Già, perchè quelle menti eccelse di Iside Nova, ignorando cosa sia un concerto rock e con la solita dose di provincialismo più becero, hanno riempito Piazzetta Vari con sedie e transenne consentendo l’accesso allo spazio sotto al palco solo ai possessori di "biglietto". Il "biglietto" è stato regalato ai soliti noti, ed una piccola parte era in distribuzione prima del concerto, ma è andata ovviamente esaurita in un lampo. Quindi un mucchio di spazio sprecato in una piazza già di per se piccola, con le transenne a proteggere il parco buoi, e i soliti fessi (tra cui il sottoscritto) fuori. Nel parco c’era l’onorevole Mastella, seduto in prima fila: sarà stato un caso?

Comunque la strada in discesa aiutava molto, e nonostante i migliori posti a sedere fossero riempiti di gente convinta che Rock sia il nome del nipote Rocco emigrato negli states, le cose alla fine sono andate benissimo, almeno per chi nella piazza è riuscito ad entrare……

LA PFM era quasi nella stessa formazione dei concerti col Faber, con Franz di Cioccio, Mussida, Djivas e Lucio Fabbri: mancava Flavio Premoli e un pò si è sentito. Si comincia con De Andrè, ma la voce di Franz non è quella di Fabrizio. Comunque le cose migliorano col passare dei brani, e ci (ri)ascoltiamo tutte le perle del vecchio concerto. I momenti migliori sono quelli con i brani più movimentati, come Volta la Carta, dove la perizia tecnica dei musicisti fa un pò dimenticare la mancanza della voce del maestro. I pezzi più intimisti sono (fortunatamente) affidati alla voce e alla chitarra di Mussida che, con le dovute proporzioni, non sfigura: così i brividi corrono su Giugno 73 e Amico Fragile. La piazza gradisce molto e dopo un’oretta abbondante finisce la sezione genovese, e inizia il concerto della PFM.

E già, perchè l’omaggio a De Andrè è solo la prima parte dello spettacolo, adesso viene il bello. Non si può dire, infatti, che i nostri manchino di coraggio: ci trasferiamo armi e bagagli nel progressive italiano più puro e, nonostante l’espressione di sconcerto delle attempate signore venute ad ascoltare La Canzone di Marinella, partono di seguito River of Life e La Luna Nuova. Vabbè, è oltre le mie aspettative, mi sarei accontentato anche di meno, ma l’atmosfera è quella giusta e quasi mi aspetto che salga sul palco Peter Gabriel vestito da fiore. Poi si passa al periodo più pop, con Maestro della Voce, ma non si può avere tutto. Così, dopo un paio d’ore tirate, si va al gran finale.

Finale a sorpresa: c’è Il Pescatore in una versione ancora più coinvolgente dell’originale, e poi Impressioni di Settembre e poi Celebration che dura 10 min con cori da stadio e tutti in piedi a saltare. Credo sia stato il miglior concerto sentito a Benevento da sempre, con i poveri Almamegretta in contemporanea a Piazza Castello ad intrattenere i parenti stretti……

Felipe

Lug 09

Puntuale, come ogni anno, arriva il momento clou dell’estate per la nostra provincia. Inizio di luglio, quindi Mastelliedi, quindi Quattro Notti & Contorno, giusto un mesetto prima delle Olimpiadi per evitare sovrapposizioni. Di questi tempi tutto fa brodo, quindi poche critiche (anzi nessuna…) e vediamo di scrivere due righe.

Ieri sera (martedì) ha inaugurato, a Piazza Castello, Antonello Venditti. Per chi non lo conoscesse, si tratta di quel cantautore romano ormai avanti negli anni, che verso la metà dei settanta dello scorso secolo cantava al Folk Studio assieme a suoi coetanei ora più o meno famosi (De Gregori in primis): mi ricordo che era piuttosto incazzato all’epoca. Poi l’ho un pò perso di vista, ma mi dicono che ancora fa dischi di un certo successo quindi ho deciso di andare a sentire come se la passa, ricordando con piacere il concerto dei Modena City dell’anno scorso.

Piazza piena, molti giovani, qualche collega attempato, palco grande e molto pacchiano, visuale scarsa perchè erano necessari almeno altri 10 cm d’altezza che non ho, e avevo scordato di indossare il mocassino berlusca che in questi casi serve. Inizio alle 23 meno cinque, quindi in perfetto orario. Parte Dalla pelle al cuore, ultimo hit, con una band solida ma con un suono piuttosto impastato che continuerà ad essere mediocre per tutto il concerto. La voce è molto filtrata, forse per coprire gli acciacchi dell’età e, comunque, con i coretti intorno dei fan più viscerali non è che si apprezzi molto. Si parte benino: Sara e Notte prima degli esami fanno il loro dovere e si preannuncia una bella serata. Ma l’illusione dura poco: molti pezzi recenti, alcuni dall’ultimo album, dove si nota uno scadimento qualitativo imbarazzante nell’ispirazione del Nostro. Qualche classico, come Roma Capoccia, rielaborato maluccio ed arrangiamenti molto pop che inducono al sonno profondo.

Insomma una noia mortale, con solo qualche assolo di sax a movimentare la scena. Probabilmente è colpa mia, che non amo molto la svolta sentimental/popolare di Antonello, compresi alcuni pezzi tipo Ci vorrebbe un amico che è una canzonetta sputata. Mi sveglio ad Amici mai, più che altro perchè mi piace il testo. Comunque dopo un’oretta buona di sbadigli ci si avvia alla fine, ed un vecchietto come me si aspetterebbe non dico Lilli, ma almeno Compagno di Scuola. Macchè. Devo aspettare il bis per Ricordati di me, finalmente una bella canzone: peccato sia l’ultima. In compenso si va a casa pensando se è poi vero che non c’è sesso senza amore, considerato che sicuramente a volte c’è amore anche senza sesso. Saluti e baci, e comunque sempre meglio che davanti alla TV.

Per il seguito, con una scelta davvero lungimirante, abbiamo venerdì a Piazza Vari la PFM (alle 22.00) in quasi contemporanea con gli Almamegretta a Piazza Castello (alle 23.00). Sabato, invece, per chi avesse problemi col prato, segnalo Gianluca Grignani. E Domenica si chiude in bellezza com Max Gazzè, che ho molto apprezzato nel suo ultimo album: per inciso contiene una delle poche cose notevoli presentate a Sanremo in tutta la storia del Festival. Ho anche intravisto che a fine Luglio c’è un Jazz Festival con alcuni nomi noti. Tutto sommato poteva andare peggio…..

Felipe

Giu 27

image La galleria GiaMaArt Studio presenta: “Vana Immagine”, mostra personale di Ettore Frani. Con oltre 40 opere pittoriche l’artista indaga il tema del paesaggio, inteso non come mera rappresentazione descrittiva di luoghi reali, bensì come riflessione intimista su immagini inconsce. Un teatro mentale in cui emergono, come in una camera obscura, immagini rarefatte e abrase dalla luce, frammenti sottratti alla materia primigenia e condotti - come nella fase alchemica al nero - alla trasformazione. Dopo il nero “assoluto”, questa nuova produzione di Frani rivela aspetti più malinconici ed evocativi.

Le immagini che l’artista dipinge appaiono come strappate alla pellicola filmica o a quella fotografica, sono copie differenziali della “realtà”, ormai assente e lontana. Luoghi interiori dall’atmosfera desolata, a tratti opprimente o romantica, dove lo spettatore, come davanti a uno schermo, è impedito a qualsiasi relazione che non sia percettiva o fantasmatica. Senza mai apparire in maniera evidente, la figura umana si fa sguardo ed emerge, come traccia residuale, attraverso la proiezione di fragili ed esili ombre. “Vana Immagine” è il simulacro di una realtà esterna che appare nei modi dell’illusione, sul quale proiettiamo il nostro essere al mondo.

"Nell’ambito dell’inaugurazione della mostra, nel suggestivo giardino della galleria, è previsto un breve reading teatrale dal titolo ‘Luce Nera’, a cura del Quaderno internazionale di segni contemporanei AltroVerso. Il reading intende far emergere la dimensione aniconica e letteraria dell’artista visivo Ettore Frani ed è frutto naturale della collaborazione artistica instaurata ngli ultimi quattro anni tra lo stesso artista visivo e il Quaderno internazionale AltroVerso".

ETTORE FRANI

VANA IMMAGINE

inaugurazione sabato 28 giugno 2008 - ore 19,30

testo in catalogo: Denis Brandani

dal 28 giugno al 21 settembre 2008

catalogo edizioni GiaMaArt studio

direzione Gianfranco Matarazzo

Dic 24

di Felipe

 

Buon Natale e Buon 2008 a tutti gli amici del Blog.

Dic 21

La galleria GiaMaArt Studio presenta una mostra personale dell’artista Igor Verrilli, che, sin dal titolo di origine cinematografica, confessioni di una mente pericolosa, mostra la volontà di comporre il racconto enigmatico, sarcastico, e in un certo senso autobiografico, del mondo nato dal vasto e difforme immaginario dell’artista.

I personaggi di Verrilli raccontano così storie assurde e plausibili, narrano i fatti paradossali e straordinari di una quotidianità descritta con uno stile pittorico che riesce a essere nello stesso tempo sontuoso, icastico ed eccessivo.

Il pennello di Igor Verrilli diventa così uno strumento infallibile che cattura gli elementi essenziali di vicende lette da uno sguardo che non dimentica una raffinata ironia per costruire il mosaico di una contraddittoria e ricchissima commedia umana.

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IGOR VERRILLI
confessioni di una mente pericolosa
a cura di Lorenzo Canova
inaugurazione sabato 22 dicembre 2007 - ore 19,00
dal 22 dicembre 2007 al 25 febbraio 2005
testi in catalogo di Lorenzo Canova
direzione Gianfranco Matarazzo
catalogo edizioni GiaMaArt studio

Nov 14

Venerdì 16 novembre, presso il Tintori Winebar, verrà inaugurata la mostra fotografica

Ottanta secondi

a cura di M. Addolorata Landi

Il Tintori, luogo di incontro al centro della Valle Vitulanese, intende promuovere una seria di iniziative che mettano in evidenza la bellezza storica, architettonica e naturalistica dei paesi della Valle.

 

Comunicato Stampa

Ott 26

lombardo

a cura di Lorenzo Canova
inaugurazione sabato 27 ottobre 2007 ore 19,00
dal 27 ottobre al 15 dicembre 2007
testi in catalogo di Lorenzo Canova e Federico Lombardo
catalogo edizioni GiaMaArt studio

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