Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Doppio appuntamento per la seconda edizione dell’unico Festival del Sud Italia dedicato alla psichedelia heavy, al doom e al fuzz rock. Il meglio dell’underground italiano il 25 e 26 luglio a Benevento.
Dopo i consensi ottenuti nel dicembre 2007 alla sua prima edizione, torna lo SWEET LEAF MUSIC FEST. Un appuntamento unico ed impedibile per chi si ciba di sonorità possenti e dilatate, desertiche ed oscure. Per questo secondo appuntamento, lo staff del Festival ha fatto le cose in grande. Nonostante alcune difficoltà incontrate durante l’organizzazione (ostacoli politici superati con forza e coerenza, defezioni dell’ultimo momento, scorrette quanto inutili ‘competizioni’), lo Sweet Leaf persegue ostinato il proprio obiettivo: far crescere e cementare dal basso l’amore e la passione per generi come lo stoner rock, la psichedelia e il doom metal. Un concerto e al tempo stesso una festa, realizzata in collaborazione con il portale Perkele.it e sostenuta da importanti realtà locali quali Radio Città e Rock City Nights.
Per questa seconda edizione, cambia la location: non più Vitulano, bensì BENEVENTO, grazie al prezioso supporto del Centro Sociale Depistaggio. E cambia anche l’impatto: due giorni di grande musica con ben 12 gruppi ad esibirsi on stage. Si parte alla grande venerdì 25 con i TOM BOSLEY di Avellino ed il loro muro sonoro che mischia fuzz rock, garage e psichedelia pesante. A seguire una promessa del panorama stoner doom nostrano: da Frosinone i granitici GODWATT REDEMPTION, pronti a presentare il materiale del disco d’esordio. Il Sannio è rappresentato dai TEVERTS, band giovane e agguerrita che propone uno stoner rock dinamico e melodico. Da Venezia arrivano invece gli UNDERDOGS. Usciti nel 2007 su Go Down Records con il debutto Ready to Burn, picchiano duro con il loro heavy stoner acido e fumoso. Gran finale con il ritorno degli headliners della prima edizione dello Sweet Leaf, i romani BLACK RAINBOWS. Forti della fresca partecipazione al Festival tedesco Stoned From the Underground, assicurano un live show coinvolgente ed esplosivo.
Per una Forneria fare il pane è la missione, se poi è Premiata ancora meglio. Così ieri sera la PFM ha letteralmente "sfornato" una performance d’altri tempi in un contesto non proprio ideale. Già, perchè quelle menti eccelse di Iside Nova, ignorando cosa sia un concerto rock e con la solita dose di provincialismo più becero, hanno riempito Piazzetta Vari con sedie e transenne consentendo l’accesso allo spazio sotto al palco solo ai possessori di "biglietto". Il "biglietto" è stato regalato ai soliti noti, ed una piccola parte era in distribuzione prima del concerto, ma è andata ovviamente esaurita in un lampo. Quindi un mucchio di spazio sprecato in una piazza già di per se piccola, con le transenne a proteggere il parco buoi, e i soliti fessi (tra cui il sottoscritto) fuori. Nel parco c’era l’onorevole Mastella, seduto in prima fila: sarà stato un caso?
Comunque la strada in discesa aiutava molto, e nonostante i migliori posti a sedere fossero riempiti di gente convinta che Rock sia il nome del nipote Rocco emigrato negli states, le cose alla fine sono andate benissimo, almeno per chi nella piazza è riuscito ad entrare……
LA PFM era quasi nella stessa formazione dei concerti col Faber, con Franz di Cioccio, Mussida, Djivas e Lucio Fabbri: mancava Flavio Premoli e un pò si è sentito. Si comincia con De Andrè, ma la voce di Franz non è quella di Fabrizio. Comunque le cose migliorano col passare dei brani, e ci (ri)ascoltiamo tutte le perle del vecchio concerto. I momenti migliori sono quelli con i brani più movimentati, come Volta la Carta, dove la perizia tecnica dei musicisti fa un pò dimenticare la mancanza della voce del maestro. I pezzi più intimisti sono (fortunatamente) affidati alla voce e alla chitarra di Mussida che, con le dovute proporzioni, non sfigura: così i brividi corrono su Giugno 73 e Amico Fragile. La piazza gradisce molto e dopo un’oretta abbondante finisce la sezione genovese, e inizia il concerto della PFM.
E già, perchè l’omaggio a De Andrè è solo la prima parte dello spettacolo, adesso viene il bello. Non si può dire, infatti, che i nostri manchino di coraggio: ci trasferiamo armi e bagagli nel progressive italiano più puro e, nonostante l’espressione di sconcerto delle attempate signore venute ad ascoltare La Canzone di Marinella, partono di seguito River of Life e La Luna Nuova. Vabbè, è oltre le mie aspettative, mi sarei accontentato anche di meno, ma l’atmosfera è quella giusta e quasi mi aspetto che salga sul palco Peter Gabriel vestito da fiore. Poi si passa al periodo più pop, con Maestro della Voce, ma non si può avere tutto. Così, dopo un paio d’ore tirate, si va al gran finale.
Finale a sorpresa: c’è Il Pescatore in una versione ancora più coinvolgente dell’originale, e poi Impressioni di Settembre e poi Celebration che dura 10 min con cori da stadio e tutti in piedi a saltare. Credo sia stato il miglior concerto sentito a Benevento da sempre, con i poveri Almamegretta in contemporanea a Piazza Castello ad intrattenere i parenti stretti……
Felipe
Puntuale, come ogni anno, arriva il momento clou dell’estate per la nostra provincia. Inizio di luglio, quindi Mastelliedi, quindi Quattro Notti & Contorno, giusto un mesetto prima delle Olimpiadi per evitare sovrapposizioni. Di questi tempi tutto fa brodo, quindi poche critiche (anzi nessuna…) e vediamo di scrivere due righe.
Ieri sera (martedì) ha inaugurato, a Piazza Castello, Antonello Venditti. Per chi non lo conoscesse, si tratta di quel cantautore romano ormai avanti negli anni, che verso la metà dei settanta dello scorso secolo cantava al Folk Studio assieme a suoi coetanei ora più o meno famosi (De Gregori in primis): mi ricordo che era piuttosto incazzato all’epoca. Poi l’ho un pò perso di vista, ma mi dicono che ancora fa dischi di un certo successo quindi ho deciso di andare a sentire come se la passa, ricordando con piacere il concerto dei Modena City dell’anno scorso.
Piazza piena, molti giovani, qualche collega attempato, palco grande e molto pacchiano, visuale scarsa perchè erano necessari almeno altri 10 cm d’altezza che non ho, e avevo scordato di indossare il mocassino berlusca che in questi casi serve. Inizio alle 23 meno cinque, quindi in perfetto orario. Parte Dalla pelle al cuore, ultimo hit, con una band solida ma con un suono piuttosto impastato che continuerà ad essere mediocre per tutto il concerto. La voce è molto filtrata, forse per coprire gli acciacchi dell’età e, comunque, con i coretti intorno dei fan più viscerali non è che si apprezzi molto. Si parte benino: Sara e Notte prima degli esami fanno il loro dovere e si preannuncia una bella serata. Ma l’illusione dura poco: molti pezzi recenti, alcuni dall’ultimo album, dove si nota uno scadimento qualitativo imbarazzante nell’ispirazione del Nostro. Qualche classico, come Roma Capoccia, rielaborato maluccio ed arrangiamenti molto pop che inducono al sonno profondo.
Insomma una noia mortale, con solo qualche assolo di sax a movimentare la scena. Probabilmente è colpa mia, che non amo molto la svolta sentimental/popolare di Antonello, compresi alcuni pezzi tipo Ci vorrebbe un amico che è una canzonetta sputata. Mi sveglio ad Amici mai, più che altro perchè mi piace il testo. Comunque dopo un’oretta buona di sbadigli ci si avvia alla fine, ed un vecchietto come me si aspetterebbe non dico Lilli, ma almeno Compagno di Scuola. Macchè. Devo aspettare il bis per Ricordati di me, finalmente una bella canzone: peccato sia l’ultima. In compenso si va a casa pensando se è poi vero che non c’è sesso senza amore, considerato che sicuramente a volte c’è amore anche senza sesso. Saluti e baci, e comunque sempre meglio che davanti alla TV.
Per il seguito, con una scelta davvero lungimirante, abbiamo venerdì a Piazza Vari la PFM (alle 22.00) in quasi contemporanea con gli Almamegretta a Piazza Castello (alle 23.00). Sabato, invece, per chi avesse problemi col prato, segnalo Gianluca Grignani. E Domenica si chiude in bellezza com Max Gazzè, che ho molto apprezzato nel suo ultimo album: per inciso contiene una delle poche cose notevoli presentate a Sanremo in tutta la storia del Festival. Ho anche intravisto che a fine Luglio c’è un Jazz Festival con alcuni nomi noti. Tutto sommato poteva andare peggio…..
Felipe
L’idea Sweet Leaf Music Fest nasce nell’ottobre del 2007 dal malcontento di alcuni ragazzi della provincia sannita, stanchi di doversi spostare di centinaia di km per poter vedere qualche concerto di musica “diversa”. Il progetto Sweet Leaf viene sostenuto da www.perkele.it, il portale italiano dedicato a stoner rock, doom, heavy psych, dal gruppo musicale sannita dei Teverts e da tanti ragazzi che volontariamente, senza scopi di lucro, ma solo con una grande passione verso generi musicali poco diffusi sul territorio nazionale, si sono e si stanno ancora oggi impegnando per la realizzazione di questo evento. Speriamo di poter creare un evento che venga apprezzato da tutta la gente che si sente come noi, frustrata guardando quello che ha intorno, con la voglia di qualcosa di diverso e di riscuotere un buon successo, in modo da poter far sì che lo Sweet Leaf Music Fest diventi un appuntamento periodico!!!! Grazie a tutti coloro che ci hanno sostenuti e continuano a farlo!!!!”
http://it.myspace.com/sweetleafmusicfest
SWEET LEAF MUSIC FEST
23 Dicembre 2007
Palazzetto dello Sport (adiacente campo sportivo)
Via Circumvallazione, Vitulano (BN)
EL-THULE
Lost Moon
Tom Bosley
Teverts
Start h21.00
INGRESSO LIBERO
Stiamo preparando una galleria fotografica delle esibizioni live dei gruppi emergenti della valle Vitulanese, che si sono tenute, da Aprile a Settembre nei nostri paesi, per pubblicarla sul Portale di Valle. Se avete qualche foto, inviatela all’indirizzo e-mail fountaininrock@gmail.com entro il 14 Ottobre 2007.
di Felipe
La politica ci stressa….. la musica ci distende. Con questo non voglio dire che non si debba parlare di politica, anzi vedo sul blog parecchi post interessanti. Ma dopo tanta politica non è forse bello indossare le cuffiette del lettore MP3 o accendere l’amplificatore (senza esagerere col volume…) e dedicare un pò del proprio tempo alle note del pentagramma?
Così ho deciso di proporre un piccolo sondaggio, giusto per capire quali sono i gusti musicali degli utenti del Blog. Mi piacerebbe, quindi, che ciascuno indicasse le cinque canzoni preferite di sempre, non importa se italiane o straniere. Dalle preferenze in fatto di musica traspare anche un pò la personalità… quindi attenti. Capisco che è difficile: a volte alle canzoni associamo ricordi belli (o meno…) del passato e quindi un brano diventa importante anche indipendentemente da suo valore artistico….. E soprattutto ci sarà pure un momento in cui, magari per caso, sentite delle note che vi fanno venire piccoli brividi o il classico nodo allo stomaco….
Si è difficile. Ma proviamoci lo stesso. Assieme ai brani, si possono anche scrivere le motivazioni della scelta se si vuole. Ovviamente comincio io. Allora……
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Your Song - Elton John (… il colore dei tuoi occhi …)
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Dove arriva quel cespuglio - Lucio Battisti (… Liceo, gite scolastiche, batteria e basso elettrico …)
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Rock’n'roll suicide - David Bowie (… Ziggy in un cinema di una città di mare …)
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Off he goes - Pearl Jam (… la primavera del 2001 …)
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Stairway to Heaven - Led Zeppelin (… ghiro, l’ho scritta prima io …)
A voi la tastiera…..
Adesso qualcuno dirà che voglio troppo. Ma certo poteva andare meglio. A me è piaciuto, tutto sommato. Però a fine serata non è che fossi proprio su di giri. Ma andiamo con ordine….
Ho ascoltato dal vivo il buon Lucio altre due volte, ma molti anni fa. La prima volta in teatro a Napoli, il concerto dell’Anno che Verrà, album appena uscito, credo fosse il 1980 (eh, sono anzianotto…). La seconda un paio di anni dopo a Cesena con De Gregori e gli Stadio, in Banana Republic. Quindi niente di recente, anche perchè il nostro, nei favolosi 90, non è che si sia sforzato molto. Tornando a noi….
Piazza piena (almeno all’inizio), palco piuttosto scarno, solo due gazebo ai lati di cui in verità sfugge la funzione. L’inizio non è esaltante: il sound check non è stato ottimale ed il volume è scarso. Si comincia con pezzi vecchi, il Lucio cerca anche di dialogare col pubblico ma il feeling non decolla. Anzi nei primi brani si nota qualche incertezza abbastanza inconsueta per professionisti di quel calibro.
Il 20 Agosto, nella cornice di piazza S. Maria, in Foglianise (Bn), avrà luogo, a partire dalle ore 21.00, la rassegna musicale di bands emergenti “Fountain in Rock”. In tale occasione, si esibiranno i seguenti gruppi:
- Out of the blue
- Oniric
- Teverts
- Johnny Gray & The Mirrors
L’evento è patrocinato dal Comune di Foglianise ed inserito nel programma della Festa del Grano 2007. Ulteriori informazioni è possibile ottenerle visionando la pagina http://ilfiglianesaro.wordpress.com/fountain-in-rock/, oppure contattando l’organizzazione all’indirizzo e-mail fountaininrock@gmail.com
Chi ama esplorare mondi sonori nuovi e assolutamente suggestivi, chi ama sentire, attraverso la composizione colta e raffinata, il passaggio strumentale da un territorio all’altro, non può mancare giovedì 12 luglio, ore 21.00, al concerto di Erasmo Petringa.
Polistrumentista e compositore di grande talento tecnico ed intuitivo, Erasmo Petringa presenta il suo RadioBabylon in un altrettanto suggestivo Hortus Conclusus.
Il disco, apprezzato solo dopo un primo ascolto dal musicologo Paolo Scarnecchia, è un excursus seducente e piacevolissimo che passa attraverso la tradizione del Sud Italia, approda alle coste del Nord Africa e combina, infine, in un assemblaggio quanto mai unico, le forme e le strutture jazz occidentali. A scandire l’eccezionalità dell’intero lavoro, l’oud a manico corto, cordofono presente in tutta la tradizione musicale islamica (suonato dal Marocco all’Iraq) e le sue infinite possibilità espressive a cui Petringa ha dedicato gran parte del suo studio e della sua passione. Ad accompagnare il musicista caudino (oud, violoncello, contrabbasso e chitarra battente), ci saranno altri grandi artisti:
Pietro Tonolo al sax, Gabriele Mirabassi al clarinetto, Bebo Ferra alle chitarre, Enzo Zirilli e
Emidio Petringa alle percussioni ed Angelo Cioffi al piano fender.
Ah! un dettaglio: i biglietti (gratuiti) vanno ritirati presso la Biblioteca provinciale il giorno 12
dalle nove del mattino.
vai al sito di erasmo petringa
E.L.

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