Lug 24

Folk

Lug 20

image Riceviamo e pubblichiamo:

L’estate ormai nel pieno ha fatto come di consueto scattare le proteste verbali dei cittadini della Valle Vitulanese, in particolare gli amanti della natura che nei pomeriggi d’afa si concedono un attimo di refrigerio tra la flora delle nostre montagne. Si recriminano agli Enti presenti: Comunità Montana del Taburno, Parco del Taburno-Camposauro e i Camuni tutti, una maggiore presenza e vigilanza del territorio in particolare quello montano, dove l’invasione, in grande stile, dei turisti sta provocando disagi causati dalla presenza di rifiuti residui dei pic-nic tra la vegetazione ridente delle montagne Vitulanesi.

Cittadini in rivolta e schierati contro gli Enti; la richiesta legittima per molti versi è una ed indiscutibile: presenza assidua il fine settimana e pulizia del Parco che versa veramente in condizioni di vergognoso disagio in molti punti. “Dal canto loro -ci fa sapere un cittadino del comprensorio- i turisti un briciolo di ragione ce l’hanno; hanno provveduto loro stessi a creare improvvisate isole ecologiche, anche perché la raccolta differenziata ha obbligato le amministrazioni comunali a togliere i classici bidoni, che per la verità quando c’erano venivano svuotati, nella migliore delle ipotesi, una volta la mese”. Morale della favola: basta farsi un giro per le nostre montagne e constatare di persona cumuli di immondizia accatastati al limite della strada o nelle piane di maggiore attrazione tipo Cepino, Camposauro e Prata. Tale cumoli, come prevedibile, vengono presi d’assolto dagli animali selvatici che disperdono i rifiuti in ogni dove, “…a questo si aggiunge una mancata ed adeguata pulizia messa in atto dagli Enti. In conclusione ci ritroviamo le nostre bellissime montagne piene zeppe di rifiuti”.

Se questi sono i presupposti del Parco del Taburno-Camposauro le cose vanno veramente male. Ma il nostro accompagnatore, che per ragioni personali è voluto serbarsi del diritto di anonimato, ci presenta anche altre situazioni sconvenienti “Provate a percorrere la strada che dalla Piana di Prata, quindi dalla Provinciale Cautano-Frasso, porta verso il Taburno; siamo oltre la decenza, le macchine e i numerosi Camper devono compiere un vero e proprio slalom tra le pietre che cadono lungo le pareti rocciose, invadendo anche nei tornanti l’atra corsia, qui ne va della vita dei cittadini, rischiamo degli incidenti ogni volta!”. In effetti la situazione è proprio questa, le reti di metallo che dovrebbero trattenere eventuali cadute di massi sono fatiscenti ed in molti punti bucate.

Altro nodo del problema è la mancata vigilanza. “Per carità, molti turisti sono correttissimi -ci spiega un pastore- ma ci sono anche i ragazzi che si danno allo sfascio. E’ facile trovare in molti punti panchine e tavoli in legno o muretti o barbecue distrutti. Basterebbe un po’ di controllo in più, sia da parte dell’Ente Parco, che della Comunità Montana, ma anche della Forestale”. Sul problema rifiuti la risposta è chiara, non si può obbligare i turisti alla differenziata se non si forniscono adeguati servizi. Sulle montagne del Vitulanese sono totalmente assenti i contenitori dei rifiuti, questa agevola maggiormente l’inquinamento. Il disaggio che imperversa da anni insieme a quello dell’inquinamento è la mancata pulizia delle strade, le carreggiate in molti punti si restringono perché invase da fogliame e terriccio.

A questo punto risulta doverosa una presa di posizione e spiegazioni efficienti da parte degli Enti preposti presenti sul territorio; sperando che la nostra denuncia non cada nel vuoto.

Antonio Caporaso

Lug 16

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Doppio appuntamento per la seconda edizione dell’unico Festival del Sud Italia dedicato alla psichedelia heavy, al doom e al fuzz rock. Il meglio dell’underground italiano il 25 e 26 luglio a Benevento.

Dopo i consensi ottenuti nel dicembre 2007 alla sua prima edizione, torna lo SWEET LEAF MUSIC FEST. Un appuntamento unico ed impedibile per chi si ciba di sonorità possenti e dilatate, desertiche ed oscure. Per questo secondo appuntamento, lo staff del Festival ha fatto le cose in grande. Nonostante alcune difficoltà incontrate durante l’organizzazione (ostacoli politici superati con forza e coerenza, defezioni dell’ultimo momento, scorrette quanto inutili ‘competizioni’), lo Sweet Leaf persegue ostinato il proprio obiettivo: far crescere e cementare dal basso l’amore e la passione per generi come lo stoner rock, la psichedelia e il doom metal. Un concerto e al tempo stesso una festa, realizzata in collaborazione con il portale Perkele.it e sostenuta da importanti realtà locali quali Radio Città e Rock City Nights.

Per questa seconda edizione, cambia la location: non più Vitulano, bensì BENEVENTO, grazie al prezioso supporto del Centro Sociale Depistaggio. E cambia anche l’impatto: due giorni di grande musica con ben 12 gruppi ad esibirsi on stage. Si parte alla grande venerdì 25 con i TOM BOSLEY di Avellino ed il loro muro sonoro che mischia fuzz rock, garage e psichedelia pesante. A seguire una promessa del panorama stoner doom nostrano: da Frosinone i granitici GODWATT REDEMPTION, pronti a presentare il materiale del disco d’esordio. Il Sannio è rappresentato dai TEVERTS, band giovane e agguerrita che propone uno stoner rock dinamico e melodico. Da Venezia arrivano invece gli UNDERDOGS. Usciti nel 2007 su Go Down Records con il debutto Ready to Burn, picchiano duro con il loro heavy stoner acido e fumoso. Gran finale con il ritorno degli headliners della prima edizione dello Sweet Leaf, i romani BLACK RAINBOWS. Forti della fresca partecipazione al Festival tedesco Stoned From the Underground, assicurano un live show coinvolgente ed esplosivo.

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Lug 12

image Per una Forneria fare il pane è la missione, se poi è Premiata ancora meglio. Così ieri sera la PFM ha letteralmente "sfornato" una performance d’altri tempi in un contesto non proprio ideale. Già, perchè quelle menti eccelse di Iside Nova, ignorando cosa sia un concerto rock e con la solita dose di provincialismo più becero, hanno riempito Piazzetta Vari con sedie e transenne consentendo l’accesso allo spazio sotto al palco solo ai possessori di "biglietto". Il "biglietto" è stato regalato ai soliti noti, ed una piccola parte era in distribuzione prima del concerto, ma è andata ovviamente esaurita in un lampo. Quindi un mucchio di spazio sprecato in una piazza già di per se piccola, con le transenne a proteggere il parco buoi, e i soliti fessi (tra cui il sottoscritto) fuori. Nel parco c’era l’onorevole Mastella, seduto in prima fila: sarà stato un caso?

Comunque la strada in discesa aiutava molto, e nonostante i migliori posti a sedere fossero riempiti di gente convinta che Rock sia il nome del nipote Rocco emigrato negli states, le cose alla fine sono andate benissimo, almeno per chi nella piazza è riuscito ad entrare……

LA PFM era quasi nella stessa formazione dei concerti col Faber, con Franz di Cioccio, Mussida, Djivas e Lucio Fabbri: mancava Flavio Premoli e un pò si è sentito. Si comincia con De Andrè, ma la voce di Franz non è quella di Fabrizio. Comunque le cose migliorano col passare dei brani, e ci (ri)ascoltiamo tutte le perle del vecchio concerto. I momenti migliori sono quelli con i brani più movimentati, come Volta la Carta, dove la perizia tecnica dei musicisti fa un pò dimenticare la mancanza della voce del maestro. I pezzi più intimisti sono (fortunatamente) affidati alla voce e alla chitarra di Mussida che, con le dovute proporzioni, non sfigura: così i brividi corrono su Giugno 73 e Amico Fragile. La piazza gradisce molto e dopo un’oretta abbondante finisce la sezione genovese, e inizia il concerto della PFM.

E già, perchè l’omaggio a De Andrè è solo la prima parte dello spettacolo, adesso viene il bello. Non si può dire, infatti, che i nostri manchino di coraggio: ci trasferiamo armi e bagagli nel progressive italiano più puro e, nonostante l’espressione di sconcerto delle attempate signore venute ad ascoltare La Canzone di Marinella, partono di seguito River of Life e La Luna Nuova. Vabbè, è oltre le mie aspettative, mi sarei accontentato anche di meno, ma l’atmosfera è quella giusta e quasi mi aspetto che salga sul palco Peter Gabriel vestito da fiore. Poi si passa al periodo più pop, con Maestro della Voce, ma non si può avere tutto. Così, dopo un paio d’ore tirate, si va al gran finale.

Finale a sorpresa: c’è Il Pescatore in una versione ancora più coinvolgente dell’originale, e poi Impressioni di Settembre e poi Celebration che dura 10 min con cori da stadio e tutti in piedi a saltare. Credo sia stato il miglior concerto sentito a Benevento da sempre, con i poveri Almamegretta in contemporanea a Piazza Castello ad intrattenere i parenti stretti……

Felipe

Lug 09

Puntuale, come ogni anno, arriva il momento clou dell’estate per la nostra provincia. Inizio di luglio, quindi Mastelliedi, quindi Quattro Notti & Contorno, giusto un mesetto prima delle Olimpiadi per evitare sovrapposizioni. Di questi tempi tutto fa brodo, quindi poche critiche (anzi nessuna…) e vediamo di scrivere due righe.

Ieri sera (martedì) ha inaugurato, a Piazza Castello, Antonello Venditti. Per chi non lo conoscesse, si tratta di quel cantautore romano ormai avanti negli anni, che verso la metà dei settanta dello scorso secolo cantava al Folk Studio assieme a suoi coetanei ora più o meno famosi (De Gregori in primis): mi ricordo che era piuttosto incazzato all’epoca. Poi l’ho un pò perso di vista, ma mi dicono che ancora fa dischi di un certo successo quindi ho deciso di andare a sentire come se la passa, ricordando con piacere il concerto dei Modena City dell’anno scorso.

Piazza piena, molti giovani, qualche collega attempato, palco grande e molto pacchiano, visuale scarsa perchè erano necessari almeno altri 10 cm d’altezza che non ho, e avevo scordato di indossare il mocassino berlusca che in questi casi serve. Inizio alle 23 meno cinque, quindi in perfetto orario. Parte Dalla pelle al cuore, ultimo hit, con una band solida ma con un suono piuttosto impastato che continuerà ad essere mediocre per tutto il concerto. La voce è molto filtrata, forse per coprire gli acciacchi dell’età e, comunque, con i coretti intorno dei fan più viscerali non è che si apprezzi molto. Si parte benino: Sara e Notte prima degli esami fanno il loro dovere e si preannuncia una bella serata. Ma l’illusione dura poco: molti pezzi recenti, alcuni dall’ultimo album, dove si nota uno scadimento qualitativo imbarazzante nell’ispirazione del Nostro. Qualche classico, come Roma Capoccia, rielaborato maluccio ed arrangiamenti molto pop che inducono al sonno profondo.

Insomma una noia mortale, con solo qualche assolo di sax a movimentare la scena. Probabilmente è colpa mia, che non amo molto la svolta sentimental/popolare di Antonello, compresi alcuni pezzi tipo Ci vorrebbe un amico che è una canzonetta sputata. Mi sveglio ad Amici mai, più che altro perchè mi piace il testo. Comunque dopo un’oretta buona di sbadigli ci si avvia alla fine, ed un vecchietto come me si aspetterebbe non dico Lilli, ma almeno Compagno di Scuola. Macchè. Devo aspettare il bis per Ricordati di me, finalmente una bella canzone: peccato sia l’ultima. In compenso si va a casa pensando se è poi vero che non c’è sesso senza amore, considerato che sicuramente a volte c’è amore anche senza sesso. Saluti e baci, e comunque sempre meglio che davanti alla TV.

Per il seguito, con una scelta davvero lungimirante, abbiamo venerdì a Piazza Vari la PFM (alle 22.00) in quasi contemporanea con gli Almamegretta a Piazza Castello (alle 23.00). Sabato, invece, per chi avesse problemi col prato, segnalo Gianluca Grignani. E Domenica si chiude in bellezza com Max Gazzè, che ho molto apprezzato nel suo ultimo album: per inciso contiene una delle poche cose notevoli presentate a Sanremo in tutta la storia del Festival. Ho anche intravisto che a fine Luglio c’è un Jazz Festival con alcuni nomi noti. Tutto sommato poteva andare peggio…..

Felipe

Giu 27

image La galleria GiaMaArt Studio presenta: “Vana Immagine”, mostra personale di Ettore Frani. Con oltre 40 opere pittoriche l’artista indaga il tema del paesaggio, inteso non come mera rappresentazione descrittiva di luoghi reali, bensì come riflessione intimista su immagini inconsce. Un teatro mentale in cui emergono, come in una camera obscura, immagini rarefatte e abrase dalla luce, frammenti sottratti alla materia primigenia e condotti - come nella fase alchemica al nero - alla trasformazione. Dopo il nero “assoluto”, questa nuova produzione di Frani rivela aspetti più malinconici ed evocativi.

Le immagini che l’artista dipinge appaiono come strappate alla pellicola filmica o a quella fotografica, sono copie differenziali della “realtà”, ormai assente e lontana. Luoghi interiori dall’atmosfera desolata, a tratti opprimente o romantica, dove lo spettatore, come davanti a uno schermo, è impedito a qualsiasi relazione che non sia percettiva o fantasmatica. Senza mai apparire in maniera evidente, la figura umana si fa sguardo ed emerge, come traccia residuale, attraverso la proiezione di fragili ed esili ombre. “Vana Immagine” è il simulacro di una realtà esterna che appare nei modi dell’illusione, sul quale proiettiamo il nostro essere al mondo.

"Nell’ambito dell’inaugurazione della mostra, nel suggestivo giardino della galleria, è previsto un breve reading teatrale dal titolo ‘Luce Nera’, a cura del Quaderno internazionale di segni contemporanei AltroVerso. Il reading intende far emergere la dimensione aniconica e letteraria dell’artista visivo Ettore Frani ed è frutto naturale della collaborazione artistica instaurata ngli ultimi quattro anni tra lo stesso artista visivo e il Quaderno internazionale AltroVerso".

ETTORE FRANI

VANA IMMAGINE

inaugurazione sabato 28 giugno 2008 - ore 19,30

testo in catalogo: Denis Brandani

dal 28 giugno al 21 settembre 2008

catalogo edizioni GiaMaArt studio

direzione Gianfranco Matarazzo

Giu 12

image .. e noi manco ce ne eravamo accorti. Bene, quindi festeggiamo la Musica, quella con la M maiuscola. E cosa di meglio ci si poteva inventare di un bel convegno intitolato “I Giovani, la Droga e la Musica“? Il tutto ben condito di illustri rappresentanti che sul tema hanno una nota ed ampia esperienza: addirittura tutti Onorevoli, e due Senatori della Repubblica. E mentre già mi sento correre brividi lungo la schiena per la ghiotta occasione di incontrare (finalmente!) qualche rappresentante di alto livello delle nostre istituzioni (considerata la mia scarsa frequentazione dei suddetti), alcune ingenue domande di dubbia utilità pratica si insinuano a tradimento nei miei pensieri. Meglio scriverle subito, prima che scappino via….

  1. l’accostamento Giovani / Musica / Droga è casuale? Forse gli organizzatori credono che ci sia un nesso logico, addirittura consequenziale, tra queste idee, per cui uno che è giovane ed ascolta musica deve per forza drogarsi, oppure uno che si droga è per forza giovane e viaggia sempre con le cuffie nelle orecchie. Data per buona la premessa, ne consegue che: a) se sei anziano non ti droghi; b) se vai a sentire Caparezza a Vitulano, come minimo sei alcolista e sei sotto i trenta; c) se ascolti solo Mino Reitano di sicuro non sei giovane, sei astemio e ti fumi solo il cervello.
  2. A parlare di queste cose saranno presenti, manco a dirlo, grossi esperti del ramo; introduce Mennato Colandrea, modera Teresa Lombardo (che, chiedo venia, manco so chi è), abbiamo un paio di Consiglieri Regionali di Centro Destra, e qualche Onorevole sparso quà e là. Spicca la presenza di Mario Pepe, distintosi di recente nel rapporto con le nuove generazioni per l’ineccepibile gestione del Liceo Scientifico di San Giorgio, da cui dipende anche quello di Foglianise. L’unica “giovane”, almeno anagraficamente è Nunzia De Girolamo, di cui però nulla sappiamo sui gusti musicali e neppure su passate esperienze nel settore degli stupefacenti. Gli altri saranno esperti di Droga o di Musica, ma vista l’età dubito che si tratti di Fan dei Radiohead….
  3. A seguire ci sarà uno spettacolo musicale a Piano Cappella, riservato solo ai giovani che si riconoscono nel tema del convegno: se al massimo vi siete fumati una marlboro meglio rimanere a casa.

Meno male che ogni tanto c’è qualcuno che pensa all’arricchimento culturale del paesello, altrimenti sai che noia…..

Felipe

Mag 26

Riceviamo e pubblichiamo:

Ad un anno dall’insediamento dell’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Mario Scarinzi si ritiene opportuna una valutazione dell’attività svolta.
Saremmo i primi a congratularci se in questo periodo Vitulano avesse fatto registrare dei miglioramenti sia a livello di servizi resi che di infrastrutture realizzate o avviate così come sbandierato nel programma elettorale.
Purtroppo, e lo diciamo con rammarico, dobbiamo constatare il totale immobilizzo in cui versa il nostro paese privo  di qualsiasi forma di riferimento amministrativo. La realtà è sotto gli occhi di tutti: non si registrano miglioramenti per quanto concerne i servizi resi, le opere pubbliche  avviate sono quelle risalenti alla precedente amministrazione, l’edilizia pubblica e privata vive uno stato di preoccupante inerzia. Eppure, il gruppo che guida il paese si era presentato al cospetto degli elettori come una compagine che avrebbe portato innovazione, opportunità occupazionali, dialogo e confronto democratico.
Niente di tutto questo è avvenuto. L’attuale amministrazione si sta caratterizzando prevalentemente per l’immobilismo, l’incapacità di programmare e realizzare obiettivi, per il distacco dalla cittadinanza e per il rifiuto di qualsiasi forma di confronto pubblico, quest’ultimo, tipico di chi non ha niente da
raccontare.
Eppure la Giunta ed il Consiglio Comunale dovrebbero sentirsi in dovere di aggiornare la cittadinanza della sorte avuta dai solenni proclami ripetuti più volte in campagna elettorale: che fine ha fatto quel “piano strategico” quale strumento di programmazione per intervenire sul territorio, usufruendo della possibilità di attrarre i fondi derivanti dalla nuova programmazione regionale?
E della riqualificazione di Vitulano da attuarsi con politiche rivolte alla cura ed al rispetto dell’ambiente urbano attraverso un programma di ristrutturazione e riqualificazione dei casali e dei borghi rurali?
E l’offerta di programmi di formazione, percorsi di crescita culturale, opportunità di partecipazione dei giovani ad attività sportive e ricreative nell’ambito di un’attività di coordinamento in grado di coinvolgere i soggetti interessati?
E la restituzione della centralità ai cittadini da realizzarsi attraverso l’organizzazione di riunioni periodiche con la cittadinanza e la promozione dei “Gruppi di casale”?
E i ritardi, le emissioni, le mancate autorizzazioni ad eseguire opere pubbliche importanti e già finanziate?
Promesse fatte e purtroppo non mantenute. D’altra parte una amministrazione che arranca su quella che negli ultimi anni era divenuta attività ordinaria, come può realizzare obiettivi più complessi?
L’assenza sistematica  a qualsiasi livello da parte dei massimi protagonisti delle “Promesse Elettorali” sta portando il paese di nuovo a quel periodo oscurantista che tanto male ha fatto alla nostra comunità. Il recupero fatto dalle precedenti amministrazioni è stato faticosissimo, si sta sperperando quanto di buono era stato fatto.
Questa purtroppo è la realtà. Si spera che chi ci governa esca da questo stato di torpore e senta la responsabilità del proprio ruolo anche rispetto a una filiera istituzionale, tanto decantata quanto fallita in ogni sua articolazione, da Bassolino a Mastella! Questo l’invito: signori o decidete di amministrare seriamente Vitulano o chiedete scusa ai Vitulanesi e rimettete il mandato. Il nostro  paese ha bisogno di protagonisti  non di semplici comparse.    

Impegno per Vitulano

Mag 18

Dal Blog di Beppe Grillo:

I siti per il deposito delle scorie nucleari, nuovi impianti civili per produzione di energia, centrali nucleari, rigassificatori, inceneritori/termovalorizzatori potranno essere coperti da segreto di Stato. Lo prevede il decreto entrato in vigore il primo maggio, quindi del governo Prodi.
Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 16 aprile 2008, numero 90. Prevede che: “Nei luoghi coperti dal segreto di Stato le funzioni di controllo ordinariamente svolte dalle aziende sanitarie locali e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sono svolte da autonomi uffici di controllo collocati a livello centrale dalle amministrazioni interessate che li costituiscono con proprio provvedimento”.
“Le amministrazioni non sono tenute agli obblighi di comunicazione verso le aziende sanitarie locali e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco a cui hanno, comunque, facoltà di rivolgersi per ausilio o consultazione”.
“Sono suscettibili di essere oggetto di segreto di Stato le informazioni, le notizie, i documenti, gli atti, le attività, i luoghi e le cose attinenti alle materie di riferimento”.
L’articolo 261 del Codice penale prevede per chi rivela un segreto di Stato
una pena non inferiore ai cinque anni di reclusione.
Se un sindaco dovesse divulgare ai suoi cittadini l’esistenza di una discarica di scorie nucleari nel suo comune finirebbe in galera. Se un sindaco non informasse i cittadini tradirebbe il suo mandato nei loro confronti.
I nostri dipendenti ci trattano come dei sudditi. Se la nostra volontà non coincide con la loro cambiano le leggi, impongono il segreto di Stato sui rifiuti tossici, sulle centrali nucleari. Gli altri Paesi hanno il segreto sulla sicurezza nazionale, sulle basi militari. Noi abbiamo il segreto di Stato sulla spazzatura, su chi ci avvelena, sulle sue motivazioni, sui suoi interessi.
Le centrali nucleari non sono una soluzione per l’energia. I maggiori esperti mondiali sono d’accordo e attraverso il blog raccoglierò le loro testimonianze. Gi inceneritori non sono una soluzione per lo smaltimento dei rifiuti. I maggiori esperti mondiali sono d’accordo e attrraverso il blog raccoglierò
le loro testimonianze.
Il cittadino ha il diritto di essere informato sulle scelte dei suoi dipendenti. Prodi ha firmato il decreto, Veltrusconi lo userà, ma i cittadini non rimarranno a guardare.
Libera informazione in libero Stato.

E questi grandi strateghi del PD volevano pure vincere le elezioni….

Mag 16

image Dopo l’ottimo concerto di Caparezza, per domenica prossima è programmata la chiusura della festa. Chiusura in bellezza con i Trementisti.

Programma dela giornata in Pdf